Monthly Archives: giugno 2017

Minority Report ha 15 anni, le cinque profezie ‘tech’ avverate

Category : Tecnologia

Auto senza pilota, polizia predittiva, computer comandati a gesti, riconoscimento biometrico, pubblicità personalizzata. Ecco le cinque tecnologie che si sono avverate, profetizzate dal film Minority Report che ha compiuto 15 anni. Il film con Tom Cruise e diretto da Steven Spielberg, è uscito a fine giugno 2002 e arrivato in Italia a settembre dello stesso anno. Immaginava una società del 2054.

In una delle scene principali il protagonista tenta la fuga su un’auto senza pilota, in una autostrada popolata interamente da ‘driverless car’. Uno scenario che potrebbe presentarsi ai nostri occhi a breve. Nel 2014 Google ha fatto da apripista in questo settore, poi sono scese in campo non solo le compagnie tech come Apple, Uber, Tesla ma anche le case automobilistiche (Fca, Audi, Bmw, Ford e General Motors, solo per citarne alcune).

Altro caposaldo del film sono i ‘precog’, individui dotati di poteri extrasensoriali che prevedono i crimini. Ebbene, anche in questo si è andati avanti: la Carnegie Mellon University ha messo a punto il software predittivo CrimeScan e secondo uno studio di UpTurn riportato dalla Cnn, una ventina di grandi distretti di polizia Usa hanno adottato gli algoritmi predittivi.Secondo uno studio dell’Università di Cardiff anche Twitter può predire situazioni di pericolo anche 1 ora prima della polizia grazie ad un algoritmo.

C’è poi un’immagine rimasta impressa agli appassionati di Minority Report: quella di Tom Cruise che comanda un pc con i gesti. Nel corso degli anni diverse aziende, da Microsoft a Intel, hanno prodotto interfacce ‘multi-touch’ e anche le console di videogiochi grazie alla tecnologia di Kinect hanno applicato a Xbox la possibilità di interagire con un gioco ‘a mani nude’.


Tra le tecnologie ‘clou’ del film c’è anche il riconoscimento facciale e ottico. Dal 2011, l’Fbi ha integrato nei propri metodi di indagine la scansione della retina e il riconoscimento facciale che al momento negli Stati Uniti ha un archivio di quasi 500 milioni di immagini (in Europa questa tecnologia è vietata dai garanti privacy). E alla biometria è affidato il futuro delle nostre password: per sbloccare molti smartphone già sul mercato è sufficiente usare un’impronta.

Infine, il protagonista del film (John) sembra essere seguito nei suoi spostamenti nella città da annunci pubblicitari che lo chiamano per nome cercando di attirare la sua attenzione. Ebbene, al momento non siamo a questo punto anche se sia Ibm sia la compagnia giapponese Nec stanno sviluppando cartelloni pubblicitari personalizzati. Senza contare che oramai la navigazione online, se non si disattivano i cookies (software che tracciano i nostri comportamenti in rete), è un continuo dribblare ossessive offerte pubblicitarie su misura per noi.


Minority Report, tecnologie fantascientifiche divenute reali

Category : Tecnologia

(ANSA) – ROMA, 1 LUG – Auto senza pilota, polizia’predittiva’, computer comandati a gesti, riconoscimentobiometrico e pubblicità su misura. Tutte tecnologie consideratefantascientifiche solo pochi anni fa, che si sono inveceavverate fino ad entrare nella vita di tutti giorni. Ad averlepensate 15 anni fa è stato Minority Report, il film con TomCruise diventato un punto di riferimento per gli appassionati ditecnologia. Uscito negli Stati Uniti a fine giugno 2002 earrivato in Italia a settembre dello stesso anno, la pellicoladiretta da Steven Spielberg immaginava una società del 2054. In una delle scene principali il protagonista tenta la fugasu un’auto senza pilota, in una autostrada popolata interamenteda ‘driverless car’. Uno scenario che potrebbe presentarsi abreve. Nel 2014 Google ha fatto da apripista in questo settore,poi sono scese in campo non solo le compagnie tech come Apple,Uber, Tesla ma anche le case automobilistiche (Fca, Audi, Bmw,Ford e General Motors, solo per citarne alcune).

Altro caposaldo del film sono i ‘precog’, individui dotatidi poteri extrasensoriali che prevedono i crimini. Ebbene, anchein questo si è andati avanti, almeno a livello software: laCarnegie Mellon University ha messo a punto il programmapredittivo CrimeScan e secondo uno studio di UpTurn riportatodalla Cnn, una ventina di grandi distretti di polizia Usa hannoadottato gli algoritmi predittivi. E proprio di questi giorni èla notizia che piattaforme social come Twitter possono prediresituazioni pericolo anche un’ora prima della polizia grazie adun algoritmo. Ha esaminato 1,6 milioni di tweet a partire daidisordini di Londra del 2011. I ricercatori hanno elaboratoalgoritmi in grado di scandagliare Twitter e identificare leminacce. Il sistema tiene conto della localizzazione dei tweet,la loro frequenza e la presenza di determinate parole. (ANSA)


Minority Report, profezie tech avverate

Category : Tecnologia

(ANSA) – ROMA, 1 LUG – Auto senza pilota, polizia’predittiva’, computer comandati a gesti, riconoscimentobiometrico e pubblicità su misura. Tutte tecnologie consideratefantascientifiche solo pochi anni fa, che si sono inveceavverate fino ad entrare nella vita di tutti giorni. Ad averlepensate 15 anni fa è stato Minority Report, il film con TomCruise diventato un punto di riferimento per gli appassionati ditecnologia. Uscito negli Stati Uniti a fine giugno 2002 earrivato in Italia a settembre dello stesso anno, la pellicoladiretta da Steven Spielberg immaginava una società del 2054. In una delle scene principali il protagonista tenta la fugasu un’auto senza pilota, in una autostrada popolata interamenteda ‘driverless car’. Uno scenario che potrebbe presentarsi abreve. Nel 2014 Google ha fatto da apripista in questo settore,poi sono scese in campo non solo le compagnie tech come Apple,Uber, Tesla ma anche le case automobilistiche (Fca, Audi, Bmw,Ford e General Motors, solo per citarne alcune).

Altro caposaldo del film sono i ‘precog’, individui dotatidi poteri extrasensoriali che prevedono i crimini. Ebbene, anchein questo si è andati avanti, almeno a livello software: laCarnegie Mellon University ha messo a punto il programmapredittivo CrimeScan e secondo uno studio di UpTurn riportatodalla Cnn, una ventina di grandi distretti di polizia Usa hannoadottato gli algoritmi predittivi. E proprio di questi giorni èla notizia che piattaforme social come Twitter possono prediresituazioni pericolo anche un’ora prima della polizia grazie adun algoritmo. Ha esaminato 1,6 milioni di tweet a partire daidisordini di Londra del 2011. I ricercatori hanno elaboratoalgoritmi in grado di scandagliare Twitter e identificare leminacce. Il sistema tiene conto della localizzazione dei tweet,la loro frequenza e la presenza di determinate parole. (ANSA)


Odio su social, multe in Germania fino a 50 mln euro

Category : Tecnologia

ROMA – Il Parlamento tedesco ha approvato una misura per far fronte al problema dell’incitamento all’odio sui social media, introducendo la possibilità di imporre ai siti multe fino a 50 milioni di euro. In particolare le maxi multe sono previste per quei siti che non rimuovono i contenuti illegali, incluse le ‘false notizie’ diffamatorie, entro una settimana. Secondo gli esperti dei diritti umani la misura costituisce una minaccia per la libertà di parola.

“Siamo impegnati ad essere parte della soluzione ai contenuti offensivi illegali online e faremo di tutto per rispettare la nuova legge in Germania, nonostante le riserve e gli interrogativi ancora aperti. Da tempo siamo convinti che ci siano modalità più sofisticate per affrontare questo problema, per questo continueremo a lavorare a fianco ai governi, le forze dell’ordine, la società civile e altre aziende per sviluppare nuovi strumenti per affrontare e contrastare i contenuti offensivi online”, commenta un portavoce di YouTube.

Proprio nei giorni scorsi i giganti del web hanno stretto un’alleanza contro il terrorismo. Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube hanno annunciato la creazione del ‘Global Internet Forum to Counter Terrorism’ contri i contenuti terroristici online.

L’alleanza, si legge in un a nota, ”formalizzerà e strutturerà le aree esistenti e future della collaborazione tra le nostre aziende e promuoverà la cooperazione con le aziende tecnologiche più piccole, la società civile, gli accademici, i governi e gli organismi sovranazionali come l’Ue e l’Onu”. ”La diffusione del terrorismo e dell’estremismo violento è un problema globale urgente e una sfida critica per tutti noi – mettono in evidenza -. Crediamo di poter avere un impatto maggiore sulla minaccia del contenuto terroristico online lavorando insieme e condividendo il meglio delle nostre rispettive tecnologie e modalità operative”.


Attacco hacker, 50% obiettivi sono infrastrutture critiche

Category : Tecnologia

ROMA – Almeno il 50% degli obiettivi dell’attacco hacker globale sferrato il 27 giugno sono infrastrutture critiche e organizzazioni industriali, tra queste ci sono aziende dei settore finanziario, elettrico, petrolifero e gas, dei trasporti, della logistica e altri ancora. Sono le statistiche dei ricercatori di Kaspersky Lab, che hanno ribattezzato il virus ‘ExPetr’. E’ progettato per rendere completamente impossibile decriptare i file, anche dopo aver pagato il riscatto. Per gli impianti industriali e le infrastrutture critiche le conseguenze di un attacco di questo tipo possono essere devastanti.

“Attualmente è difficile definire se prenda maggiormente di mira un determinato settore o se abbia colpito così tante organizzazioni industriali per caso – spiega Kirill Kruglov di Kaspersky -. Tuttavia, la natura di questo malware consente di fermare facilmente l’attività di un impianto di produzione per un periodo di tempo prolungato. Ecco perché questo attacco è un chiaro esempio dell’importanza per le aziende di dotarsi di una protezione affidabile dalle minacce informatiche”.

Secondo gli esperti, i cyber criminali stanno spostando il loro interesse dagli utenti finali alle organizzazioni. “Questi attacchi – sottolineano – rappresentano una minaccia soprattutto per le aziende dotate di infrastrutture critiche, in quanto l’attività del malware può persino fermare il processo di produzione. L’attacco ExPetr è un ulteriore esempio di questa preoccupante minaccia”.


Twitter pensa ad un bollino per le ‘fake news’

Category : Tecnologia

ROMA – Twitter starebbe lavorando ad un bollino per contrassegnare le ‘fake news’. Lo riporta il Washington Post, specificando che la nuova funzione sarebbe in fase sperimentale e rientra negli obiettivi della società di bloccare gli ‘abusi’ sulla piattaforma. Anche Facebook è impegnata nella lotta alle notizie bufala: il social da due miliardi utenti ha promosso un decalogo contro le bugie in rete, ha lanciato in alcuni paesi un sistema per identificare più velocemente le notizie false che circolano sulla piattaforma, provvedendo a chiudere migliaia di account con contenuti spazzatura.

Secondo le indiscrezioni del Wahsington Post, lo strumento di Twitter potrebbe essere una specie di pulsante che compare nel menu del microblog. Non è ancora chiaro però come questa funzionalità possa coinvolgere gli utenti come parte attiva nella verifica della notizia. Un aspetto tecnologico messo in campo dalla piattaforma, potrebbe essere l’applicazione di un software di intelligenza artificiale che individua segnali inequivocabili. Il recente rapporto Reuters sull’informazione, condotto in 36 paesi, ha messo in luce una flessione della fiducia dei lettori e degli utenti nei confronti di social network proprio per la diffusione virale di notizie false. Un fenomeno che si è acuito durante le presidenziali americane.


App, nel 2021 economia da 6.300 miliardi di dollari

Category : Tecnologia

(di Stefania Passarella)

Il mercato delle applicazioni è lungi dall’essere in crisi, anzi, è destinato a crescere ancora nel prossimo futuro grazie al boom degli smartphone nei mercati emergenti e ad un uso sempre maggiore delle app, in primis quelle che consentono di fare acquisti dal telefonino, trasformandolo in un portafogli o negozio sempre a portata di mano. È il quadro tracciato dalla società d’analisi App Annie nell’ultimo rapporto di settore. Secondo le stime degli analisti l’economia che ruota intorno alle applicazioni tra qualche anno, nel 2021, raggiungerà un valore da capogiro: 6.300 miliardi di dollari. Una cifra che, se comparata a uno Stato, oggi renderebbe l’economia delle app la terza al mondo. Si tratta di quasi cinque volte il valore di mercato del 2016, 1.300 miliardi di dollari.

La “chiave” del successo, secondo gli esperti, sta nell’uso sempre più massiccio di app e nella crescente diffusione degli smartphone. Nel 2021 gli analisti di App Annie stimano che si trascorreranno a livello globale 3.500 miliardi di ore sulle applicazioni (a fronte dei 1.600 miliardi nel 2016), mentre gli utenti quasi raddoppieranno a 6,3 miliardi dai 3,4 miliardi del 2016. La Cina soprattutto, e poi gli Stati Uniti, guidano la spesa sulle app, da quella sui negozi digitali agli acquisti all’interno delle applicazioni. L’App Store di Apple è ancora il primo al mondo, ma Google Play e negozi terzi di app Android nel complesso dovrebbero surclassarlo entro quest’anno. Oltre ai social, alle chat, al meteo e alle notizie, a trainare il boom “economico” delle applicazioni per gli esperti è il “mobile commerce”, ovvero lo shopping col telefonino.

Non è un caso che gli sforzi dei maggiori big di settore, da Apple a Facebook, su questo fronte si stiano notevolmente intensificando. Senza contare le app per i pagamenti col telefonino nei negozi fisici, come Apple Pay da poco sbarcata in Italia, che pure possono contribuire a un cambio di passo nel mondo “mobile”. Nell’uso dello smartphone per fare acquisti, secondo il rapporto, nessuno batte la Cina e in generale i Paesi dell’Asia Pacifico, anche se il resto del mondo comincia a inseguire questa tendenza. Rispetto agli americani, ad esempio, i consumatori cinesi risultano tre volte più propensi a fare la spesa col cellulare, due volte più inclini a trasferire denaro usando un’app e quattro volte più propensi a spendere buona parte del proprio reddito via “mobile”.


Apple Academy: consegnati 100 diplomi, a settembre nuove aule

Category : Tecnologia

NAPOLI – Soddisfazione per “Napoli che è entrata a far parte del team della Apple grazie anche all’ impegno della Regione Campania e dell’Università Federico II. E’ stato straordinario aprire l’Academy qui”. Così Lisa Jackson, vicepresidente di Apple ha salutato oggi i 100 studenti della Ios Academy di Napoli che hanno ricevuto i loro diplomi al termine di un anno di studi. Entro ottobre ci sarà il diploma per gli altri 100 che hanno cominciato a gennaio. Jackson ha sottolineato: “siete stati selezionati tra 4.000 candidati e grazie a quello che avete imparato potete mettere a frutto quello che avete imparato per grandi successi nell’industria più importante di oggi”. La vicepresidente di Apple ha ricordato la grande attenzione nell’ideazione delle app “alle persone in difficoltà, che grazie a voi potranno migliorare il loro stile di vita. Le vostre app possono trasformare lo stile di vita e il modo di vivere delle persone. Oggi ci sono milioni di app e non avremmo mai immaginato dell’impatto di queste app sulla civiltà, rendendo la vita più facile”.

Ma la Ios Academy si prepara già al secondo anno di corsi. Nelle scorse settimane si sono svolte le prove a Milano e all’ estero, a Monaco, Londra, Madrid, Parigi e da lunedì ci saranno i test di ammissione a Napoli, nella sede del complesso universitario di Scienze Biologiche della Federico II. I 400 nuovi studenti cominceranno a ottobre i corsi: a settembre verrà inaugurata una nuova area molto più grande, di circa 4.000 metri quadrati, al terzo pano dell’edificio di San Giovanni a Teduccio ristrutturato dalla Federico II. “I ragazzi diplomati oggi – spiega il rettore Gaetano Manfredi – possono adesso operare in proprio, lavorando con le grandi aziende. Nel mondo di oggi vale la competenza e questi giovani si sono formati mettendo in mostra anche l’importanza dell’ impegno della Federico II con Apple. L’esperienza continua e stiamo costruendo le nuovi classi, ci aspettiamo tanti talenti che vengano da ogni parte del mondo per studiare a Napoli”.


Ministro Esteri Ucraina, “C’è la Russia dietro attacco hacker’

Category : Tecnologia

ROMA – “La Russia potrebbe certamente essere dietro l’attacco hacker mondiale” di ieri, “ne sono convinto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin in un forum all’ANSA in collaborazione con il CeSI.

E il governo di Kiev rende noto che “gli specialisti informatici sono riusciti a respingere l’attacco alle reti governative e delle compagnie commerciali e attualmente stanno lavorando per ripristinare i dati danneggiati. Tutti gli enti strategici, tra cui quelli impegnati nella sicurezza statale, lavorano regolarmente”.

Cremlino, serve maggiore cooperazione internazionale

I recenti attacchi hacker “confermano ancora una volta che è corretta la tesi della Russia, portata avanti a vari livelli, secondo cui l’esistenza di tale minaccia richiede cooperazione a livello internazionale”: lo ha detto il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, citato dalla Tass. “Nessun singolo paese – ha aggiunto Peskov – può contrastare efficacemente gli attacchi cibernetici da solo e la questione non può essere risolta con accuse infondate”. Peskov ha poi assicurato che l’attacco hacker non ha causato “problemi seri” in Russia. (

Fallon, Gb potrebbe rispondere con raid aerei

Gli attacchi degli hacker al servizio di potenziali entità ostili preoccupano la Gran Bretagna, che ormai non esclude la possibilità di considerarli materia di risposta militare in avvenire, raid aerei compresi. L’avvertimento, per ora senza destinatari precisi, arriva dal ministro della Difesa, Michael Fallon, citato dal Telegraph. Londra si è già attrezzata per contrattacchi interni “al cyberspazio” ma, aggiunge, in futuro “potrebbero” essere decise anche reazioni asimmetriche “in ogni ambito: per cielo, per terra o per mare”.

India, colpito mega-terminal portuale di container

Il governo indiano ha confermato oggi che è stato colpito uno dei terminal del Jawaharlal Nehru Port (Jnpt), il più grande in India per quanto riguarda il traffico di container. Il ministero della Navigazione marittima ha precisato che ad essere attaccato è stato il terminale del conglomerato danese Maersk, che ieri sera era pressoché paralizzato e costretto a svolgere le operazioni più urgenti manualmente. Bloomberg riferisce che ci sono segnali che il virus sta iniziando a diffondersi anche in Cina, anche se, aggiunge, non sono stati segnalati attacchi su larga scala.

Eset, Italia paese più colpito dopo Ucraina

L’Italia è il secondo paese dopo l’Ucraina più colpito dal virus che ieri ha provocato un massiccio attacco hacker. Lo dicono i ricercatori di Eset, produttore europeo di software per la sicurezza digitale. In Ucraina al momento è stato registrato il 78% delle rilevazioni, in Italia il 10% e, a seguire ci sono Israele (5%), Serbia (2%) poi Romania, Stati Uniti, Lituania e Ungheria con l’1% delle rilevazioni. Secondo Eset, inoltre, il focolaio da cui è partita l’epidemia sarebbe MeDoc, un software per la contabilità compromesso dai cyber-criminali. E’ molto usato in aziende in Ucraina tra cui istituzioni finanziarie, aeroporti e metropolitane. “Molte di queste hanno eseguito un aggiornamento del software”, spiega la società.

Kasperky, virus non è variante Petya

“I primi risultati suggeriscono che non si tratti di una variante di Petya al contrario di quanto pubblicamente riportato, ma di un nuovo ransomware che non è mai stato visto prima. Lo abbiamo chiamato ExPetr”: lo spiegano gli esperti di Kaspersky Lab che stanno studiando la nuova ondata di attacchi hacker che ha colpito organizzazioni di tutto il mondo. Secondo la società di sicurezza, sono circa 2.000 gli utenti finora attaccati. Le organizzazioni “in Russia e Ucraina sono le più colpite, sono stati registrati attacchi anche in Italia, Polonia, Regno Unito, Germania, Francia, Stati Uniti e diversi altri Paesi”. Gli esperti di Kaspersky Lab, confermano inoltre quanto già emerso ieri, che i vettori d’attacco (in gergo è exploit) sono EternalBlue ed EternalRomance rubati alla Nsa, “modificati vengono utilizzati dai criminali per la propagazione all’interno delle reti aziendali”. “Stiamo inoltre lavorando sul miglioramento dei rilevamenti anti-ransomware per identificare proattivamente ogni possibile versione futura”, aggiungono.

McAfee, è test per attacco più grande in futuro

“Siamo convinti che gli eventi di oggi siano parte dell’evoluzione naturale della tecnologia di ransomware, ma che siano anche un test per un attacco molto più grande e più audace in futuro. Per prepararsi alla prossima generazione di attacchi di ransomware, è essenziale che le aziende qpplichino le patch a tutti i sistemi con determinazione contro le vulnerabilità note, creino un’architettura sicura che utilizzi tecnologie avanzate di difesa della sicurezza informatica ed eseguano un piano completo di backup dei dati per la loro organizzazione”, lo dice Steve Grobman, CTO, McAfee.


Amazon apre un negozio per animali, 180mila prodotti

Category : Tecnologia

ROMA – Amazon apre un negozio per animali domestici, online ci sono 180mila prodotti. Sullo store si trovano prodotti per cani, gatti, uccelli, cavalli, rettili e anfibi, pesci, animali acquatici, da fattoria e altro ancora. Ma ci sono anche gli occorrenti per la cura e la toeletta, giocattoli, accessori hi-tech. E persino occhiali per cani.

Il nuovo negozio online contiene i prodotti di circa 800 aziende, anche quelle più blasonate. “E’ un’opportunità per i rivenditori e le piccole medie imprese italiane per raggiungere un numero maggiore di clienti, siamo felici di poter supportare le piccole e medie imprese e dar loro gli strumenti per sviluppare il loro business”, spiega Francois Saugier, vicepresidente Eu Marketplace di Amazon.

L’inziativa è anche accompagnata da un concorso su Facebook: si può partecipare postando la foto del proprio animale domestico accompagnato dall’hashtag #Amazonpetstar. Per partecipare c’è tempo fino al 17 luglio.


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