Monthly Archives: settembre 2017

Europol, in Ue rubati 2 mld dati con ‘cyberattacchi’

Category : Tecnologia

BRUXELLES – Nel 2016 gli attacchi informatici hanno colpito l’Europa molto da vicino: 2 miliardi i dati e le informazioni rubate ai cittadini europei e divulgate in rete. Emerge dal rapporto 2017 sul cybercrimine di Europol, che evidenzia un aumento del 750% dei gruppi di malware responsabili di rendere vulnerabili i dispositivi elettronici.

Secondo Europol, l’Italia è tra i primi cinque Paesi dell’Ue per la presenza di malware. Lo rivela l’ultimo rapporto di Europol sulla criminalità digitale, che evidenzia come il 75% di questo tipo malevolo di virus informatici presenti nell’Unione europea si concentri in Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Spagna.

L’Europa è nel mirino degli hacker informatici per attacchi finanziari e frodi fiscali online. A lanciare l’allarme è il rapporto 2017 sul cybercrimine di Europol. Dietro solo agli Stati Uniti, il Regno Unito denuncia il più alto numero di frodi fiscali avvenute in rete nel mondo (oltre il 9,5% degli attacchi globali). Seguono Francia e Norvegia, colpite entrambe dal 2% degli attacchi finanziari globali. Il Paese dell’Ue più colpito dai malware bancari, invece, è la Germania.

L’impatto globale di eventi che hanno minato la sicurezza informatica, come la diffusione del virus WannaCry lo scorso maggio, “ha portato la minaccia del cybercrimine a un altro livello”, spiega il direttore di Europol Rob Wainwright, sottolineando che “banche e grandi imprese oggi possono essere colpite su una scala mai vista prima”.


Twitter va oltre i 140 caratteri, test per raddoppio a 280

Category : Tecnologia

ROMA – Twitter va oltre i 140 caratteri. Il microblog dei cinguettii ha annunciato che sta testando con un gruppo di utenti tweet di 280 caratteri, cioè il doppio del limite storico.

“È un piccolo cambiamento, ma una grande mossa per noi – dice il fondatore e Ceo Jack Dorsey -. 140 caratteri era una scelta basata sul limite dei 160 caratteri degli sms. Siamo felici di come il nostro team abbia risolto un problema che a volte gli utenti hanno nel twittare. Al tempo stesso mantenendo brevità, velocità ed essenza del nostro servizio”.

This is a small change, but a big move for us. 140 was an arbitrary choice based on the 160 character SMS limit. Proud of how thoughtful the team has been in solving a real problem people have when trying to tweet. And at the same time maintaining our brevity, speed, and essence! https://t.co/TuHj51MsTu

— jack (@jack) 26 settembre 2017

“Capiamo che molti di voi, avendo twittato per anni, hanno una specie di attaccamento emotivo ai 140 caratteri – spiega l’azienda sul blog – ma abbiamo provato questa novità e ne abbiamo visto le capacità”. Twitter è stato creato nel marzo 2006 e si è caratterizzato proprio per la brevità dei tweet. Ha 328 milioni di utenti attivi nel mondo, un numero fermo nonostante la ‘spinta’ di Trump. L’ultima trimestrale ha registrato una contrazione di ricavi e pubblicita’. Questa ultima mossa è un tentativo di monetizzare la rete di utenti.

Esperto, oltre 140 caratteri è tentativo estremo ma serve a monetizzare

“Con il raddoppio dei caratteri Twitter potrebbe perdere l’unico suo tratto distintivo ma è un tentativo estremo, una scelta obbligata, visto che utenti e bilanci della società non crescono e la società da tempo non ha idee di prodotto nuove. L’aumento dei caratteri invece è ben visto dalle aziende che avranno più spazio per esprimersi con la pubblicità. Questa è una delle motivazioni che spinge in questa direzione”: è il commento di Vincenzo Cosenza, esperto di social media, sul test di Twitter per raddoppiare i caratteri dei ‘cinguettii’ da 140 a 280. “Il limite dei caratteri è la forza di Twitter, l’ultimo tratto distintivo della piattaforma visto che le altre caratteristiche, come gli hashtag, sono stati fagocitati dagli altri social network – aggiunge Cosenza -. Ma l’allungamento era nell’aria, le stanno provando tutte da un paio di trimestrali. Se la novità funziona, porterà ad un maggiore uso della piattaforma e una maggiore appetibilità per gli inserzionisti. Ora le aziende faticano ad investire su Twitter perché gli utenti trascorrono poco tempo”. In Italia, solo per fare un esempio, i circa 7 milioni di utenti attivi di Twitter – sottolinea Vincenzo Cosenza – stanno sul microblog in media 1 ora al mese. Mentre su Facebook (che nel nostro paese conta 30 milioni di utenti attivi) ci stanno 14 ore al mese. “L’aumento dei caratteri – conclude l’esperto – è una scelta da tentare per aumentare utenti e bilanci”.


Come tenere una penna in mano, corsi per nativi digitali

Category : Tecnologia

CAMPOBASSO – I nativi digitali hanno bisogno di imparare a impugnare una penna per scrivere, ma prima di tutto bisogna insegnare ai docenti come trasmettere ai ragazzi questa funzione che fino a qualche decennio fa era tra le cose più comuni del pianeta, e da millenni. Ci ha pensato una scuola di Campobasso, la ‘Igino Petrone’ presa ad esempio nazionale per testare questa regressione e mettere mano, nel vero senso della parola, ad un recupero di una fondamentale manualità messa in crisi da cellulari e computer.

Stampatello e pollice come unici sistemi di comunicazione visiva, mentre “negli ultimi anni – osserva la vice preside Teresa D’Elisa – con l’utilizzo dei mezzi multimediali forse si è perso il senso dell’importanza della scrittura ed è anche cambiato il linguaggio. Abbiamo notato anche una difficoltà maggiore nella produzione del pensiero”. Ed ecco l’iniziativa in collaborazione con una multinazionale che produce matite e penne, perchè chi scrive bene, pensa bene.


Ue, con fine roaming raddoppiato uso smartphone all’estero

Category : Tecnologia

BRUXELLES – Con la fine dei sovraccosti del roaming nell’Ue da metà giugno è praticamente raddoppiato l’uso dello smartphone all’estero. L’Italia è in linea con il dato europeo. E’ quanto emerge dalle prime informazioni diffuse dalla Commissione Ue, in base a un sondaggio ad hoc Eurobarometro realizzato a fine agosto.

Bruxelles ha intanto assicurato di non aver ricevuto finora nessun reclamo di aumenti delle tariffe nazionali in concomitanza con l’abolizione di quelle di roaming. Innanzitutto sono ben il 71% degli europei e leggermente meno, il 67% degli italiani, a essere al corrente delle nuove regole Ue che consentono da circa tre mesi di pagare come a casa chiamate, sms e dati utilizzati all’estero. Inoltre il 72% degli europei e sempre il 67% degli italiani è convinto di trarre benefici da questa misura.

Guardando all’uso dettagliato dei cellulari durante i viaggi all’estero, emerge quindi il raddoppio della percentuale di viaggiatori che utilizzano il traffico dati con la stessa frequenza che a casa (31% dopo il 15 giugno contro il 15% di prima a livello Ue, in Italia il 41% contro il 20%). Si è poi dimezzata la percentuale di chi non ha mai utilizzato il traffico dati (21% contro 42% per l’Ue, meno per l’Italia con 21% contro 33%). Il trend generale, in ogni caso, è il calo delle limitazioni all’uso della telefonia mobile dall’estero: solo il 12% degli europei ora spegne il telefono contro il 20% di prima della fine dei sovraccosti del roaming, e gli italiani sono ancora meno, appena il 6% contro il 15% del pre-15 giugno. Resta comunque un ampio margine di miglioramento: anche dopo l’entrata in vigore del regolamento Ue ‘Roam-like-at-home’, il 60% dei viaggiatori europei e il 59% degli italiani ha continuato a limitare l’uso dello smartphone in un altro paese Ue, pur se meno rispetto al passato (rispettivamente 66% e 69%).

“Il roaming a tariffa nazionale funziona”, ha dichiarato la commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, dicendosi “molto attenta” alla questione dell’aumento dei prezzi nazionali per compensare i costi del roaming ma assicurando che finora non sono arrivati reclami.


Cybercrime, danno di 6,7 mln dollari a imprese italiane

Category : Tecnologia

ROMA – I cyber-attacchi stanno costando alle imprese del mondo una media di 11,7 milioni di dollari. Il primato per i danni più onerosi spetta agli Usa con 21,22 milioni, quasi il doppio della media globale, mentre in Italia il costo del cybercrime è di 6,73 milioni di dollari, il più basso tra i paesi analizzati dopo quello dell’Australia (5,41 milioni). A dirlo è uno studio di Accenture e Ponemon Institute pubblicato in occasione del CyberTech Europe 2017, evento sulla sicurezza informatica organizzato in collaborazione con Leonardo che si svolge oggi e domani a Roma.

Stando ai dati, in media ogni impresa subisce 130 violazioni all’anno. Le società dei settori dei servizi finanziari e dell’energia sono le più colpite, con un costo medio annuo rispettivamente pari a 18,28 e 17,20 milioni di dollari. Cresce anche il tempo necessario per risolvere le criticità: per rimediare agli attacchi con ‘insider’ malevoli sono necessari in media 50 giorni, mentre i ransomware, cioè i software che rendono computer e smartphone inutilizzabili finché non si paga un riscatto, richiedono in media 23 giorni.

Se in Italia, così come in Francia (7,9 milioni), i costi medi sostenuti dalle aziende a causa del crimine informatico non registrano un aumento, in altri Paesi si è assistito a una crescita consistente. Gli Usa sono passati da 17,36 milioni nel 2016 a 21,22 milioni del 2017. Nello stesso periodo, in Germania i costi sono saliti da 7,84 a 11,15 milioni; in Giappone da 8,39 a 10,45; nel Regno Unito da 7,21 a 8,74.

Ad intervenire al CyberTech Europe 2017 anche Sergey Novikov, vicedirettore del team Global Research & Analysis di Kaspersky Lab. Nel 2016 – spiega – il 20% delle aziende nel mondo ha subito un incidente di sicurezza informatica come conseguenza di un attacco ransomware, cioè di un software nocivo che prende in ostaggio computer e smartphone rendendoli inutilizzabili finché non si paga il riscatto ai cyber criminali.

Lo ha evidenziato intervenendo al CyberTech Europe, l’evento sulla sicurezza informatica organizzato in collaborazione con Leonardo che si svolge oggi e domani a Roma. Ad aver a che fare con il ransomware è stato il 42% delle Piccole e medie imprese (Pmi), ha detto Novikov. Un’azienda su tre (32%) ha deciso di pagare. Una su cinque, tra le Pmi che hanno pagato il riscatto, non è tuttavia riuscita a rientrare in possesso dei propri dati. Gli attacchi ransomware contro le aziende sono stato sferrati al ritmo di uno ogni 40 secondi, causando fino a 99mila dollari di danni per le Pmi.


Apple rilascia macOS High Sierra

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ROMA – Dopo iOS 11 arriva anche il nuovo sistema operativo dei computer Mac: Apple ha rilasciato, come aggiornamento gratuito, la versione definitiva del software macOS High Sierra. Un rilascio accompagnato da alcune criticità, come la lentezza di download segnalata da diversi utenti e la falla di sicurezza riscontrata da un esperto informatico.

La vulnerabilità è stata scovata da Patrick Wardle, ex analista della NSA, che l’ha mostrata in un video condiviso su Twitter. Si tratta di una falla, presente anche su versioni precedenti del sistema operativo dei Mac, che permetterebbe agli hacker di rubare le password del computer salvate nel “portachiavi”, l’app che archivia per l’utente le informazioni per accedere ai vari account online. Wardle dice di averla segnalata ad Apple a inizio mese e pensa che un correttivo arrivi quanto prima.

“macOS è stato progettato per essere sicuro di default, e Gatekeeper sconsiglia gli utenti di installare applicazioni non firmate, come quella mostrata in questo proof of concept, e impedisce loro di avviare l’app senza esplicita approvazione. Incoraggiamo gli utenti a scaricare software solo da fonti di fiducia come il Mac App Store e prestare la dovuta attenzione ai dialog di sicurezza che macOS mostra”, spiega Apple.

Diverse le novità che High Sierra porta ai computer Mac: il nuovo sistema per archiviare file e versioni rinnovate di Foto, Safari e Mail.


Apple: Siri ‘lascia’ Microsoft per Google

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ROMA – L’assistente vocale di Apple, Siri, cambia motore di ricerca: d’ora in poi darà risposte ai suoi utenti usando Google al posto di Bing, il motore di ricerca di Microsoft. La compagnia di Cupertino spiega al sito TechCrunch che questa scelta è dettata da una volontà di allineare l’esperienza degli utenti con quella del suo programma per navigare online, Safari, che già da anni utilizza Google come motore di ricerca preimpostato.

La mossa però potrebbe anche essere conseguenza di un accordo trapelato quest’estate in base al quale Google pagherebbe 3 miliardi di dollari a Apple (in aumento dal miliardo che avrebbe pagato nel 2014) per restare il motore web predefinito su iPhone e iPad. Opzione che frutta al gigante di internet traffico e quindi introiti pubblicitari.

“Con Google e Microsoft”, sottolinea Apple, “abbiamo forti rapporti e restiamo impegnati per offrire ai consumatori la migliore esperienza possibile”. Microsoft, guidata da Satya Nadella, dal canto suo ha fatto sapere a TechCrunch che continua la collaborazione con la Mela morsicata. A Bing sarà ancora affidata la ricerca di immagini con Siri.


Emoji-zanzara, una petizione per portarla sullo smartphone

Category : Tecnologia

ROMA – ur essendo l’animale più letale al mondo la zanzara non ha un emoji, un simbolo grafico da inserire nelle conversazioni con lo smartphone. Lo hanno notato due esperti di salute pubblica Marla Shaivitz della Johns Hopkins University e Jeff Chertack della Bill & Melinda Gates Foundation, che hanno inviato una petizione all’Unicode Consortium, l’associazione no profit che decide gli standard internazionali.

L’emoji, scrivono i due ricercatori, verrebbe usato da centinaia di milioni di persone colpite dalle zanzare ogni anno, oltre che dalla comunità scientifica per spiegare il proprio lavoro. “Un emoji con la zanzara potrebbe allertare le comunità che gli sforzi di eradicazione sono in corso, o che sono in distribuzione materiali come le zanzariere o i repellenti.

Campagne di salute pubblica che chiedono alle persone di eliminare l’acqua stagnante potrebbero utilizzarlo, così come chi vuole avvertire del pericolo di minacce virali emergenti”.

Al momento l’immagine della zanzara è in corsa insieme ad altre 67 proposte, fra cui un lama, un camice da laboratorio e un dente. Potenzialmente l’emoji potrebbe generare secondo gli autori della petizione 15mila più tweet rispetto a quelli di altri insetti, raggiungendo potenzialmente 170 milioni di persone in più.


Internet Festival Pisa, tra fake news e cybersecurity

Category : Tecnologia

FIRENZE – L’ologramma di Lenin che dialoga con i cittadini venuti dal futuro, laboratori di arte digitale, maratone di game design, ma anche dibattiti, momenti di approfondimento scientifico, dialoghi con sociologi, Ceo di aziende tra le più quotate al mondo ed esperti di comunicazione e marketing: è il programma di Internet Festival, a Pisa dal 5 all’8 ottobre.

Al centro del programma di IF2017 le community digitali, con i loro modelli di relazione, gli interessi e le dinamiche di “un #sentiment digitale capace di dare vita a istanze sociali, far crescere movimenti culturali, rendere collettive le opinioni politiche e le sperimentazioni economiche”, hanno spiegato gli organizzatori del festival pisano oggi nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’assessore ai Sistemi informativi della Regione Toscana Vittorio Bugli.

Ma si discuterà anche delle problematiche più attuali, a partire da fake news e post verità, sino alle controverse proposte di democrazia digitale. Tra gli ospiti del festival ci saranno alcuni noti “cacciatori di bufale” in rete come Paolo Attivissimo e Graham Brookie, i sociologi Davide Bennato e Alessandro Dal Lago, esperti di comunicazione e processi culturali come Annamaria Testa, Dino Amenduni, Massimiliano Panarari. Nell’ambito della sezione Odi@amo interverranno Luciano Spinelli, Stella Pulpo, Eleonora Olivieri, Maurizio Tesconi, Anna Akbari, Matt Stokes e Rosy Battaglia. L’esplorazione delle emozioni sarà declinata anche sotto forma di “Follia della Rete”, attraverso l’attualizzazione di Ariosto e la digitalizzazione del patrimonio letterario legato all’Orlando Furioso a cura di Lina Bolzoni, ma anche attraverso una sessione dedicata alla Digital Happyness, il lato buono del web.

Al centro di #IF2017 anche la Cybersecurity, sia dal punto di vista del controllo di Stato, dell’Intelligence e delle operazioni di antiterrorismo, che dal punto di vista della sicurezza informatica, dei sistemi di autodifesa delle aziende, degli hacker indipendenti. Gli incontri, coordinati dalla giornalista Carola Frediani, avranno tra i protagonisti alcuni tra i maggiori esperti a livello internazionale: Alessandro Piva (Ingegneria delle Telecomunicazioni), Claudia Biancotti (Senior Economist Banca d’Italia), Matteo Flora (analista ed esperto di web reputation), Lucie Krahulcova (esperta di cybersecurity).


Russiagate: Obama avvertì Zuckerberg su ‘fake news’

Category : Tecnologia

ROMA – Barack Obama aveva avvertito Mark Zuckerberg, invitandolo a prendere seriamente la minaccia delle ‘fake news’ e della disinformazione politica. Lo riporta il Washington Post, sottolineando che Obama si era rivolto personalmente a Zuckerberg incontrandolo in una stanza privata a Lima, in Peru’, due mesi dall’elezione di Donald Trump.

Nel suo appello al numero di Facebook, Obama ha messo in evidenza che se Facebook e il governo non avessero fatto di più per affrontare la minaccia, le conseguenze sarebbero state ancora peggiori nella prossima campagna elettorale. L’indiscrezione arriva mentre Facebook e’ nel mirino del Congresso dopo aver rivelato la vendita di spazi pubblicitari ad una societa’ russa durante le elezioni del 2016.

Il social media ha consegnato al procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, i link delle pubblicita’ e si e’ impegnato a collaborare con le autorita’.

E Facebook diventa pesante in Borsa. I titoli del social media perdono il 3,56% risentendo del pressing del Congresso americano sulla società per le fake news.


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