Monthly Archives: febbraio 2018

Tv: nozze Sky-Netflix, la famiglia torna sul divano

Category : Tecnologia

Sky e Netflix si sposano e riportano la famiglia tutta sul divano davanti alla tv. E’ un fatto che la rivoluzionaria grande partnership che raggrupperà l’intero servizio Netflix all’interno di un nuovo pacchetto di abbonamento Sky TV, riporta la pace nelle case italiane dove oramai il gap generazionale tra le varie piattaforme stava assumendo dimensioni preoccupanti: adolescenti e millennials chiusi nelle camerette con il mobile o il tablet in mano; e genitori e nonni sul divano davanti allo schermo sempre più grande. Questa partnership, la prima al mondo nel suo genere, offrirà ora a milioni di clienti Sky accesso diretto a Netflix attraverso la piattaforma Sky Q. Il tutto non avverrà solo in Italia ma in tutta Europa: all’inizio del 2019 assisteremo al lancio di Netflix, insieme al nuovo pacchetto Sky TV, sulla piattaforma Sky Q prima nel Regno Unito, poi subito dopo in Irlanda e in seguito in Italia, infine in Germania e Austria.


A Barcellona premio a iPhone X, miglior smartphone 2017

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ROMA – Al Mobile World Congress di Barcellona, la più grande fiera mondiale della telefonia mobile che si chiude oggi, Apple non partecipa eppure riesce a trionfare. La compagnia di Cupertino si è infatti aggiudicata il premio di “miglior smartphone 2017”, vinto dall’iPhone X.

L’ultimo melafonino di Cupertino, che celebra i 10 anni dalla nascita del primo iPhone, negli ultimi mesi ha raccolto alcune critiche e sollevato dubbi per via di vendite inferiori alle attese. In questa settimana sta però facendo incetta di riconoscimenti. Oltre al premio della fiera catalana, nei giorni scorsi Consumer Reports, la bibbia dei consumatori americani, ha eletto quella di iPhone X la migliore fotocamera attualmente presente su uno smartphone. Non solo: in questa classifica Apple ha conquistato tutto il podio, con la fotocamera dell’iPhone 8 al secondo posto seguita da quella dell’iPhone 8 Plus.

Accanto ai premi, un riconoscimento indiretto ad Apple è arrivato dalle aziende rivali, che al Mwc hanno portato smartphone ispirati all’iPhone X. Lo ha fatto ad esempio Samsung, con un nuovo sistema di riconoscimento dell’utente e con le emoji animate, e in misura maggiore lo ha fatto Asus, che oltre alle emoji e al riconoscimento facciale ha copiato anche il ‘notch’, la famigerata tacca nella parte alta del display che ospita la fotocamera.


Bill Gates critico sui bitcoin

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ROMA – Bill Gates boccia le criptovalute, o quanto meno la loro scarsa regolamentazione. Rispondendo ad una sessione di domande e risposte con gli utenti sulla piattaforma Reddit, il fondatore ed ex amministratore delegato di Microsoft ha parlato dei rischi derivanti dall’anonimato delle transazioni, che si riverberano anche sulla salute visto che si possono comprare droghe.

“La caratteristica principale delle criptovalute è l’anonimato. Non penso sia una buona cosa – ha detto Gates -. La capacità delle autorità di scoprire il denaro riciclato, l’evasione delle tasse e il finanziamento dei terroristi è una buona cosa. Attualmente le criptovalute sono usate per comperare droghe, quindi è una tecnologia che ha causato morti in modo piuttosto diretto. Credo che l’ondata speculativa relativa alle criptovalute sia super rischiosa per chi guarda al lungo termine”.

Bill Gates non è l’unico nome di peso a schierarsi contro le valute digitali. Anche Warren Buffett, presidente e amministratore delegato di Berkshire Hathaway, prevede un risultato deludente. “Posso dire che quasi certamente le criptovalute faranno una brutta fine”, ha detto Buffett qualche settimana fa all’emittente Cnbc.


Elezioni: a febbraio oltre 30 milioni interazioni su social

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ROMA – A febbraio, durante la campagna elettorale, ci sono stati 6,7 milioni di messaggi su social network, blog, forum e siti e 30,4 milioni di interazioni come ‘like’, ‘retweet’, commenti e condivisioni. Sono i dati dell’analisi svolta da Blogmeter in vista del 4 marzo. Dall’analisi risulta che da Facebook è il social più usato: provengono il 59% dei messaggi e il 91% delle interazioni. Segue Twitter col 36% dei messaggi, mentre Instagram è al secondo posto per interazioni generate. L’argomento che ha catalizzato il maggior numero di discussioni online è stato quello relativo alla mancata restituzione dei rimborsi da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. Gli altri due fatti di cronaca che hanno stimolato la partecipazione sono stati l’omicidio di Macerata e l’inchiesta sulla corruzione di FanPage.

Tra i leader di partito il politico che a febbraio ha ricevuto più citazioni c’è Matteo Salvini (32% delle conversazioni), seguito da Luigi di Maio (22%) e Matteo Renzi (19%). Silvio Berlusconi è al quarto posto con il 17%, mentre Giorgia Meloni è all’8% e Grasso al 2%. Il partito più citato è stato il Movimento 5 Stelle (26%), segue il Pd (25%); più distanti invece la Lega (13%), Forza Italia (12,5%), Liberi e Uguali (9%), Fratelli d’Italia (8,5%), +Europa (4,3%). Passando all’analisi delle performance dei politici sui social media (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) emerge che nel mese di febbraio a suscitare più interazioni è stato il leader della Lega con 4,6 milioni. Lo seguono il capo politico del M5S con 3,7 milioni e la leader di Fratelli D’Italia con 1,6 milioni. Renzi si ferma sotto il milione segno che, pur avendo conquistato in questi anni un elevato numero di sostenitori, ora non riesce più a stimolarli adeguatamente.

Il messaggio che ha stimolato più interazioni durante questa campagna elettorale è stato quello con il quale Luigi Di Maio su Facebook ha attestato la verifica dei suoi bonifici da parte de Le Iene. Rappresenta il messaggio politico con più reazioni di sempre: circa 300 mila, soprattutto di apprezzamento da parte dei fan. Il post più commentato invece è stata la diretta Facebook del comizio di Matteo Salvini a Milano, oltre 43.000 i commenti e 1,7 milioni di visualizzazioni.


A Barcellona una soluzione per cellulari bagnati

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ROMA – Riparare in 7 minuti i cellulari che si bagnano, senza perdere le informazioni contenute. E’ l’idea di due imprenditori di 24 anni, presentata in questi giorni al Mobile World Congress di Barcellona, si chiama Waterrevive.

Tutto è nato per caso, quando si è bagnato il cellulare di Martin, uno dei fondatori della società, che ha messo il dispositivo in un pacco di riso. Con il socio Benito ha poi brevettato una soluzione che si ispira a questo metodo casalingo.

“Waterrevive blu – si legge sul sito – è una composizione chimica che rimuove la corrosione ed elimina l’umidità dall’interno di qualsiasi telefono danneggiato dall’acqua”. Il liquido è contenuto in una bustina sigillata, in cui si immerge il telefono bagnato.

“Abbiamo iniziato le vendite online in Italia attraverso il nostro sito web waterrevive.co”, spiegano i due ragazzi, “vogliamo che quest’estate tutti possano andare in piscina o in spiaggia senza paura”.


Amazon su in Borsa con acquisizione Ring

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(ANSA) – NEW YORK, 28 FEB – Amazon sale in Borsa, doveguadagna lo 0,63%. A spingere i titoli e’ l’acquisizione per unmiliardo di dollari di Ring, la start up di tecnologieintelligenti per la casa inclusi i campanelli ‘smart’. Con RingAmazon sfida Nest di Google ed entra nel settore della sicurezzadella casa.


Negozio senza casse Amazon Go si espande in Usa

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ROMA – Si espande Amazon Go, il supermercato senza casse e senza commessi, lanciato a fine gennaio solo a Seattle, casa madre del colosso dell’eCommerce. Secondo il sito ReCode, il negozio completamente automatizzato che sfrutta sensori e intelligenza artificiale, si espanderà entro il 2018 in altre sei città tra cui Los Angeles.

La sede scelta per la metropoli californiana sarebbe un centro commerciale di 180 mila metri quadrati.

A Seattle, invece, Amazon avrebbe individuato almeno altre tre location per i suoi negozi automatici. L’obiettivo dell’azienda è rendere lo shopping più rapido, senza cassieri e senza code; ma se i negozi di questo genere dovessero prendere sempre più piede per l’industria del settore potrebbe iniziare a suonare un campanello d’allarme.


Svolta Levi’s, per i jeans robot laser al posto lavoratori

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NEW YORK – Levi Strauss sceglie i laser, e li sostituisce ai lavoratori. Per rendere i jeans del colore e con le pieghe strategiche, il colosso usera’ dei robot, che sostituiranno coloro che si erano finora occupati delle finiture del prodotto. Il colosso del denim ha iniziato gia’ a usare i robot e spera, entro il 2020, di sostituirli a tutti gli esseri umani che si occupano del lavoro di rifinitura dei jeans: un lavoro in alcuni casi con rischi di tossicita’.

L’obiettivo – riporta il Financial Times – e’ quello di ‘ridurre gli sprechi e i costi’, accorciando anche il processo di design e di manifattura, che appare troppo lento per rispondere ai rapidi cambi nella moda. Levi Strauss non comunica quanto sta investendo nell’iniziativa: questo e’ ‘il futuro della manifattura dei jeans’ afferma Chip Bergh, l’amministratore delegato di Levi Strauss, al Financial Times. Negli ultimi anni la societa’ si e’ trovata a fronteggiare una crescente concorrenza e una forte pressione sui margini e l’introduzione dei robot velocizza e rende piu’ ‘agile’ la produzione. I laser possono compiere un la finitura di un paio di jeans in 90 secondi rispetto ai 6-8 minuti di un lavoratore in carne e ossa. Levi Strauss ha chiuso il 2017 con un utile in calo del 3% a 281 milioni di dollari, su ricavi per 4,9 miliardi di dollari.

I laser sono l’ultima indicazione in ordine temporale del ruolo crescente dell’automazione nella manifattura del 21/mo secolo. Ma lasciano intravedere anche come i milioni di lavoratori nei Paesi in via di sviluppo si troveranno ad affrontare una crescente concorrenza.


Cybercrime, colpito oltre 1 miliardo di persone nel mondo

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ROMA – Il cybercrime fuori controllo: nel 2017 ha colpito oltre un miliardo di persone nel mondo, con danni globali per oltre 500 miliardi di dollari. I costi della ‘insicurezza informatica’ hanno fatto ‘un salto quantico’, quintuplicando in sei anni. Sono i dati del Rapporto Clusit 2018 presentato a Milano.

Si assiste a una crescita del 240% degli attacchi informatici rispetto al 2011, anno della prima edizione del Rapporto e del 7% rispetto al 2016. A preoccupare gli esperti è il vero e proprio “cambiamento di fase” nel livello di cyber-insicurezza globale, con interferenze pesanti tanto nella geopolitica e nella finanza, quanto sui privati cittadini, vittime nel 2017 di crimini estorsivi su larghissima scala.

Secondo il rapporto, il principale vettore di attacco è il semplice malware, virus malevolo, oramai prodotto industrialmente e a costi sempre decrescenti: nel 2017 è cresciuto del 95% rispetto al 2016, quando già si era registrato un incremento del 116% rispetto al 2015.

La situazione che emerge è molto preoccupante, perché questo scenario prefigura concretamente l’eventualità di attacchi con impatti sistemici molto gravi”, spiega Andrea Zapparoli Manzoni, membro del Comitato Direttivo Clusit. Il Clusit, nato nel 2000 presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano, è la più numerosa ed autorevole associazione italiana nel campo della sicurezza informatica. Oggi rappresenta oltre 500 organizzazioni, appartenenti a tutti i settori del Sistema-Paese.

Sulla base delle cifre a livello globale, gli esperti Clusit stimano che l’Italia nel 2016 abbia subito danni derivanti da attività di cyber crimine per quasi 10 miliardi di euro: un valore dieci volte superiore a quello degli attuali investimenti in sicurezza informatica, che arrivano oggi a sfiorare il miliardo di euro. “Gli investimenti in sicurezza informatica nel nostro Paese sono ancora largamente insufficienti e ciò rischia di erodere i benefici attesi dal processo di digitalizzazione della nostra società – sottolinea Zapparoli Manzoni -. Ad oggi, alla vigilia delle elezioni, riscontriamo che il dibattito politico in Italia sta dando risposte inadeguate al tema della sicurezza cyber, fondamentale per lo sviluppo e il benessere dei suoi cittadini, nonché per la credibilità e la competitività del nostro Paese sul piano internazionale”.


Boom di Vero, app a pagamento che sfida Facebook

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(ANSA) – ROMA, 28 FEB – E’ boom per Vero, il social a pagamento che vuole soppiantare Instagram e Facebook. E’ una piattaforma per iOS e Android lanciata nel 2015 ma che solo nelle ultime ore è diventata popolare (600mila download solo negli Usa). Il primo milione di persone ha potuto accedere gratuitamente, invece d’ora in poi si pagherà una piccolo abbonamento annuale perché il principio su cui ruota la piattaforma è questo: gli utenti non sono prodotti da dare in pasto alla pubblicità e agli inserzionisti. Infatti sul social non ci sono gli annunci, lo slogan è “meno social media, più vita sociale”. “I nostri abbonamenti ci consentono di lasciare la pubblicità fuori e di focalizzarci solo su una migliore esperienza social – si legge sul sito – non cerchiamo nuovi modi di monetizzare gli utenti o di tenerli sull’app con notifiche continue”. La piattaforma è stata lanciata dal milionario libanese Ayman Hariri (figlio dell’ex primo ministro), dall’impresario cinematografico Motaz Nabulsi e dal venture capitalist Scott Birnbaum. Assomiglia ad Instagram ma i post appaiono in ordine cronologico, come non accade più da tempo su Facebook, Instagram e anche Twitter governati oramai dagli algoritmi. Gli amici si dividono in quattro categorie (stretti, amici, conoscenti e follower), ci sono gli hashtag per gli argomenti e la possibilità di condividere post, foto, video e anche interessi (film, musica, libri). Chissà se sarà il prossimo Facebook, non è la prima volta che spuntano app nuove come Sarahah e Ello, di cui poi si è persa traccia.(ANSA).


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