Monthly Archives: marzo 2018

E’ il backup day, 1 persona su 3 non lo fa

Category : Tecnologia

ROMA – Il 39% delle persone ha in famiglia quattro o più dispositivi informatici come computer, smartphone e tablet, e il 29% ha già perso almeno una volta i suoi dati, eppure il 33% – cioè una persona su tre – non ha mai eseguito un backup dei propri file. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dalla società di sicurezza informatica Acronis e pubblicata in occasione del World backup day che ricorre ogni anno il 31 marzo.

Fare un backup significa creare una seconda copia dei propri file – dalle fotografie e dai video alle email e ai documenti – in modo da non rischiare di perderli nel caso in cui il computer o il telefono in cui sono memorizzati si rompa, sia smarrito o rubato. Oppure che qualche hacker li rubi e chieda un riscatto per la restituzione. La giornata mondiale si celebra dal 2011 per rendere le persone consapevoli dell’importanza di fare un backup, sia esso su una memoria Usb, un hard disk oppure online, attraverso un servizio cloud.

L’importanza oggi è elevata come non mai, visto l’aumentare delle minacce informatiche che prendono di mira i dati degli utenti. Il 2018 – avverte Acronis – “sarà l’anno peggiore per i cyber-attacchi e per gli incidenti che comportano perdite di dati”. E questo a causa di minacce sempre più sofisticate e numerose, in primis il ransomware.

Il ransomware è un vero e proprio sequestro, anche se virtuale: gli hacker infettano computer e smartphone, ne bloccano l’accesso o criptano i contenuti che vi sono memorizzati, lasciando i dispositivi nelle mani dei proprietari ma rendendoli di fatto inservibili. Se si vuole che tutto torni alla normalità, c’è da pagare un riscatto (“ransom” in inglese).

Secondo Cybersecurity Ventures, i danni causati dal ransomware alle aziende sono passati dai 325 milioni di dollari nel 2015 a 5 miliardi nel 2017, e raggiungeranno gli 11,5 miliardi nel 2019. Se l’anno scorso si contava un attacco ogni 40 secondi, l’anno prossimo ce ne sarà uno ogni 14 secondi.


In arrivo controlli sui social per chi vuole visto Usa

Category : Tecnologia

NEW YORK – Nuova stretta in arrivo sui visti negli Stati Uniti, con l’amministrazione Trump che stavolta si appresta a mettere nel mirino i social media. A chi vuole entrare nel Paese verrà chiesto di consegnare le chiavi di accesso ai propri profili Facebook, Twitter, Google. Le autorità potranno così ricostruire tutta la storia online di una persona e verificare, per esempio, eventuali segnali di di radicalizzazione o attività di proselitismo.

La misura, contenuta in una serie di nuove regole messe a punto dal Dipartimento di Stato, non riguarderà i cittadini di Paesi amici come l’Italia, la Francia, la Germania, il Regno Unito, il Giappone, la Corea del Sud o il Canada. Ma interesserà una platea ben più ampia rispetto all’ipotesi iniziale: quasi 15 milioni di persone. Si applicherà infatti non solo a chi fa richiesta di un visto di immigrazione, ma anche chi vuole entrare negli Usa per turismo o per motivi di studio e di lavoro. Interesserà dunque anche Paesi come Brasile, Cina, India e Messico. Nessun social media sarà trascurato: anche Instagram, Flickr, LinkedIn, Reddit, Youtube. Poi i siti cinesi Douban Sina Weibo o Youku, e il network russo VK.

I controlli ‘rafforzati’ pero’ non si limiteranno solo alle informazioni contenute su queste piattaforme. Le autorita’ americane chiederanno ai richiedenti il visto anche i numeri dei vecchi passaporti, i vecchi numeri di telefono e l’accesso agli indirizzi email. I richiedenti dovranno anche presentare i documenti dei precedenti viaggi e riportare se siano mai stati espulsi dagli Usa o se abbiano violato le leggi sull’immigrazione. Saranno chieste anche informazioni sui parenti per verificare se ci sia qualcuno coinvolto in attivita’ terroristiche.


Pasquetta, Waze prevede traffico da bollino nero in città

Category : Tecnologia

ROMA – Traffico intenso non solo sulle autostrade per l’esodo, ma anche in città per le festività pasquali. La viabilità sarà infatti congestionata anche nei centri urbani, in particolare a Roma e Milano che vengono classificate per oggi Venerdì Santo e Pasquetta da ‘bollino nero’, proprio come Autostrade per l’Italia identifica i week-end e in generale giorni più a rischio per la circolazione stradale. A dirlo è l’app Waze, popolare applicazione social gratuita per la navigazione ed evitare il traffico, che ha stilato una classifica tra i centri urbani dove è meglio non girare in auto durante le festività pasquali.

Da bollino nero, come detto, sono Roma e Milano, per cui è previsto il picco di traffico nelle giornate di oggi, Venerdì Santo, e nel lunedì di Pasquetta. Se per i milanesi, in entrambe le giornate, le segnalazioni di disagi hanno all’incirca lo stesso valore (media di 5.500), è però la Capitale a registrare il maggior numero di segnalazioni a causa del congestionamento del traffico. Nel 2017, a Roma nella giornata di Venerdì Santo sono state effettuate 7.000 segnalazioni, dato che è notevolmente aumentato il lunedì raggiungendo ben 10.300 alert, un incremento del +47.1% causato dall’interminabile coda da rientro.

Stando ai numeri forniti da Waze, la giornata da bollino nero prevista dall’app, utilizzata da oltre 100 milioni di automobilisti a livello mondiale, sarà quindi quella di Pasquetta e non solo per le metropoli di Roma e Milano, ma anche per altre città: Firenze, Napoli, Torino e Palermo.


Walmart sfida ad Amazon sulla sanità

Category : Tecnologia

ROMA – Walmart lancia la sfida ad Amazon sulla sanita’, aprendo delle trattative preliminari per acquistare la societa’ di assicurazioni mediche Humana, che ha un valore di mercato di oltre 37 miliardi di dollari. Lo riporta il Wall Street Journal.

Nei mesi scorsi Jeff Bezos, Warren Buffett e Jamie Dimon, i Paperoni al comando di tre colossi che valgono complessivamente 1.600 miliardi di dollari (Amazon, Berkshire Hathaway e JPMorgan) si sono alleati per creare una societa’ assicurativa sanitaria no profit per ridurre i costi e migliorare i servizi medici. E ora nella competizione potrebbe inserirsi anche il gigante della grande distribuzione, con l’obiettivo di chiudere l’ultima di una serie di grandi fusioni degli ultimi mesi.

Walmart oltre ad essere il più grande rivenditore al mondo è anche un importante operatore di farmacie, e ha un valore di mercato di circa 260 miliardi di dollari.


Guida autonoma, Torino si candida per la sperimentazione

Category : Tecnologia

TORINO – Torino sperimenta, fra le prime città in Italia, i veicoli a guida autonoma e connessa. La Città ha firmato oggi un protocollo d’intesa con case automobilistiche, aziende enti di ricerca e atenei, associazioni di categoria, per fare del capoluogo piemontese un laboratorio che sia anche da esempio per lo sviluppo del futuro della mobilità. Il protocollo arriva a poche settimane dal decreto del Ministero dei Trasporti, a cui ora le case automobilistiche chiederanno di far partire il testing. Il Comune darà il nulla osta per la sperimentazione sul territorio cittadino e fornirà il supporto necessario in termini di infrastrutture tecnologiche e fisiche su cui saranno fatti ulteriori investimenti proprio grazie al decreto ministeriale. Fra i firmatari del protocollo Fca Group, Gm Global Propulsion Systems, Anfia e Unione Industriale, 5T, Politecnico e Università, Tim, Italdesign Giugiaro.

Per la sindaca Chiara Appendino nel progetto per la sperimentazione dell’auto a guida autonoma “si raccolgono le potenzialità e il know how del nostro territorio. È un’occasione unica – aggiunge – che può permettere al territorio e alle sue aziende di costruire una filiera che porterà grandi ricadute economiche, sociali e di mobilità. È una sfida – sottolinea – che si vince insieme e possiamo essere da esempio per lo sviluppo di questo settore”. Sul piano pratico, spiega l’assessore all’Innovazione del Comune di Torino, Paola Pisano, “le case automobilistiche ci diranno quali sono i parametri per il testing e noi dovremo condividere le infrastrutture sensoristiche e i dati di traffico”. Il protocollo è aperto all’ingresso di altri partner, aggiunge la Pisano, sottolineando che si tratta di un progetto che “valorizza le nostre infrastrutture tecnologiche, crea un nuovo modello di mobilità e un indotto nuovo. Come 200 anni fa si era creata la filiera dell’auto, oggi Torino può provare a ripetere quel ‘miracolo’ sviluppando un settore in crescita esponenziale e che può cambiare il nostro modo di vivere”.

Open Fiber partner progetto Torino

Open Fiber partecipa alla sperimentazione sulla guida autonoma e connessa, mettendo a disposizione della città di Torino la sua infrastruttura di rete a banda ultra larga. Tra i firmatari dell’intesa col Comune di Torino c’è anche l’azienda che arricchisce così il suo impegno verso l’innovazione tecnologica. Open Fiber, del resto, è già al lavoro nella realizzazione d’una rete in fibra ottica ultraveloce su tutto il territorio nazionale e nella sperimentazione del 5G nelle città di Prato e L’Aquila.


Apple: aggiornamento su privacy e batteria iPhone

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ROMA – Un aggiornamento sul fronte privacy e sulla batteria degli iPhone. Sono tra le novità più importanti di iOS 11.3, l’aggiornamento del sistema operativo di Apple per dispositivi mobili disponibile da poche ore.

Per la riservatezza dei dati, Cupertino introduce informazioni che rendono più semplice per gli utenti capire come potrebbero essere utilizzati. Ogni volta che Apple chiederà l’accesso a dati personali per attivare funzioni o servizi, verrà visualizzata una nuova icona dedicata alla privacy.

Quanto alla batteria, altro fronte caldo dopo il caso del rallentamento degli iPhone per cui negli Usa sono in piedi 59 cause, iOS 11.3 aggiunge nuove funzioni che ne mostrano lo stato di salute e suggeriscono all’utente se sia il caso di rivolgersi all’assistenza.

In materia di dati, secondo Bloomberg, Apple starebbe mettendo in campo altre novità in vista della nuova normativa europea sulla privacy. Starebbe pensando all’aggiornamento del sito dedicato ad Apple ID – l’account che si usa per entrare nei vari servizi della Mela – con la possibilità di scaricare una copia completa dei dati memorizzati nel cloud, disattivare temporaneamente gli account o cancellarli.

In questi giorni il Ceo di Apple Tim Cook è intervenuto sul caso Cambridge Analytica puntando il dito contro un modello di business che trae profitto dai dati degli utenti.

Ecco tutte le novità in arrivo con iOS 11.3


Ue abbatte barriere streaming anche su Netflix e Sky Go

Category : Tecnologia

BRUXELLES – I cittadini europei che vanno in viaggio all’estero per Pasqua quest’anno non dovranno rinunciare a guardare la partita di calcio, la puntata della serie tv preferita o il classico film della sera: dal primo aprile i loro abbonamenti ai servizi streaming di contenuti (come SkyGo, Amazon e Netfilx) saranno portabili anche fuori dai confini nazionali grazie ad un nuovo regolamento Ue.

Le norme si applicano obbligatoriamente ai servizi a pagamento, mentre i fornitori di contenuti gratuiti potranno scegliere da soli se abbattere anche loro le barriere che impediscono agli utenti di guardare la programmazione anche all’estero. “L’eliminazione degli ostacoli che a lungo hanno impedito agli europei di fruire dei loro abbonamenti digitali anche quando sono in viaggio è un nuovo successo del mercato unico digitale”, ha detto la commissaria al digitale Mariya Gabriel. La quale spiega che la Ue ha dato una risposta alle esigenze dei ‘millennials’, che tra il 2010 e il 2014 hanno fatto salire la spesa per lo streaming del 113% all’anno.


Apple, 59 cause per rallentamento iPhone

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ROMA – Sono 59 le cause legali depositate nei tribunali Usa contro Apple per via del rallentamento dei vecchi iPhone. Lo ha riferito il Wall Street Journal, secondo cui il 29 marzo è in programma un meeting legale ad Atlanta poiché le cause puntano ad ottenere lo status di class action.

Il numero di azioni legali è il triplo di quello che nel 2010 ha investito Apple per l’Antennagate, cioè per il problema d’antenna dell’iPhone 4 che faceva cadere la linea telefonica. In quel caso Apple risolse la class action nel 2012 offrendo a tutti gli utenti 15 euro o una custodia in grado di risolvere il problema.

Oggi Apple è nel mirino per aver rallentato le prestazioni degli iPhone con batterie vecchie senza averne informato i consumatori. Il caso, esploso nei mesi scorsi, vede la Mela accusata di aver agito per spingere gli utenti a comprare i suoi nuovi smartphone.

L’accusa è stata respinta dalla casa di Cupertino, che in più occasioni ha spiegato come il rallentamento sia volto a mantenere a un buon livello le prestazioni degli iPhone con batteria non più nuova. La società ha ha offerto la sostituzione della batteria a un prezzo fortemente scontato e ha introdotto una funzione che consente agli utenti di scegliere se avere o meno prestazioni più lente ma affidabili. Tali contromisure non hanno tuttavia eliminato le proteste dei consumatori, e le attenzioni di Authorities e procure, anche in Europa e Asia.


Cook, errato monetizzare i dati degli utenti

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ROMA – Il Ceo di Apple Tim Cook interviene sul caso Cambridge Analytica puntando il dito contro un modello di business che trae profitto dai dati degli utenti. In un’intervista a Msnbc e Recode che andrà in onda il 6 aprile, di cui sono state diffuse delle anticipazioni, il numero uno di Cupertino torna anche a chiedere regole più stringenti.

“Potremmo fare un sacco di soldi se monetizzassimo i nostri clienti, se i nostri clienti fossero il nostro prodotto. Abbiamo scelto di non farlo”, ha detto Cook. “La privacy per noi è un diritto umano, una libertà civile. E’ come la libertà di espressione e la libertà di stampa”. “Cosa farei se fossi al posto di Mark Zuckerberg? Io non sarei finito in questa situazione”.

Profili così dettagliati delle persone, con “informazioni incredibilmente approfondite che sono state messe insieme da diverse fonti”, non dovrebbero esistere, ha proseguito Cook, che ha chiesto più regole. “Penso che la migliore regolamentazione sia l’autoregolamentazione”, ha detto. “Tuttavia penso che ora siamo oltre, e penso che sia tempo per molte persone di riflettere profondamente su ciò che si può fare”.


Droni pronti a riconoscere le armi chimiche

Category : Tecnologia

ROMA – Controllati da remoto ed equipaggiati con speciali ‘nasi’, possono riconoscere sostanze pericolose e armi chimiche come gas nervino, antrace o polonio: è la flotta dei ‘droni Sherlock Holmes’, specializzata nel raccogliere prove sulla scena di un crimine e garantire la sicurezza degli investigatori, frutto della prima fase del progetto europeo Rocsafe (Remotely Operated CBRNe Scene Assessment & Forensic Examination), al quale l’Italia partecipa con il Cnr e il Centro di ricerche elettro-ottiche. “Manderemo robot invece di uomini per migliorare la sicurezza di chi fa le indagini”, spiega Michael Madden, dell’Università nazionale di Galway, che coordina il progetto. Quest’ultimo prevede due fasi: la prima consiste nel mettere a punto droni i cui sensori, controllati da remoto, sono specializzati nel controllare la presenza di sostanze chimiche, biologiche o nucleari grazie ad un mini-laboratorio su chip. La seconda prevede robot ‘terrestri’, che raccolgono sul campo prove da analizzare poi in laboratorio.

Nello stesso tempo i ricercatori stanno lavorando allo sviluppo di un software per elaborare velocemente tutte le informazioni che arriveranno alla centrale di comando. Stanno inoltre realizzando il prototipo di un robot lungo 1,5 metri e con di 6 ruote che gli permettono di muoversi su terreni accidentati per raccogliere, classificare e imbustare le prove in modo corretto anche per i tribunali.


Il progetto Rocsafe, la cui conclusione è prevista nel 2019, è accompagnato da un altro progetto europeo, chiamato Gift Cbrn: una sorta di ‘cassetta degli attrezzi’ in grado di maneggiare e identificare nel giro di 1-2 ore tossine pericolose con il gas nervino o sarin, o anche radioattive, e così aiutare la polizia scientifica nel gestire armi chimiche.


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