Gli investimenti italiani per la sicurezza cibernetica a livello nazionale siano compresi nel 2% di spese per la difesa. Questa la proposta che il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha fatto a nome del Governo al summit Nato.

“Anche gli investimenti per assicurare la resilienza cibernetica a livello nazionale – ha detto Trenta – devono essere comprese nel 2% del Pil che i paesi della Nato hanno deciso di riservare alle spese per la difesa”. “Si tratta – ha sottolineato – di un investimento che riguarda il settore civile oltre a quello militare e il nostro obiettivo è che nel 2% siano contabilizzati gli sforzi italiani nel rafforzare la propria sicurezza interna.

Questo vale per ogni singolo Stato ovviamente, perché la sicurezza di ognuno di noi è la sicurezza dell’Alleanza stessa. Auspico dunque che tutti gli sforzi fatti in merito alla sicurezza cibernetica e le risorse correlate siano compresi pienamente nelle spese per la difesa”.

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